Gestire le controversie in materia energetica

Può succedere che si verifichino nel tempo problemi con il proprio fornitore di luce opppure di gas. I pìù diffusi sono la ricezione delle bollette in ritardo, presunti errori nelle fatture emesse, e disservizi vari. Possono presentarsi altre problematiche come fatturazione di servizi non richiesti, l'interruzione immotivata della fornitura e la mancata cessazione del contratto (intesa oltre il tempo di preavviso).

Qualunque sia il disguido con la propria compagnia energetica si tenterà di risolvere quanto oggetto di controversia dapprima mediante il supporto clienti, a tal riguardo i canali social sembrano essere più efficienti.

Qualora entro un tempo ragionevole il problema persista è necessario procedere in maniera più formale ovvero inviare un reclamo scritto al fornitore mediante raccomandata AR oppure via PEC, magari anticipato via fax o email. Il reclamo deve contenere i propri dati anagrafici, il numero cliente, il codice che identifica la fornitura, la motivazione e cosa si richiede. Alla comunicazione va allegata tutta la documentazione ritenuta utile.

Il fornitore ha 40 giorni di tempo dalla ricezione del reclamo per rispondere oltre i quali il cliente matura un indennizzo previo reclamo allo sportello dedicato dell'autorità per l'energia. Qualora la risposta non arrivi, oppure sia insoddisfacente, è necessario istituire una pratica di conciliazione, obbligatoria prima di qualsiasi decorso legale. La procedura che è gratuita consiste nel cercare di trovare un accordo amichevole, ciò mediante una associazione di consumatori oppure mediante il servizio dedicato dell'autorità per l'energia che ha fissato anche gli standard minimi in materia che i fornitori devono soddisfare. La conciliazione, in particolare mediante l'autorità, può essere esercitata nei confronti di qualsiasi fornitore di luce, gas, ed acqua, è gratuita, avviene del tutto online, ed è gestita da una soggetto terzo esperto in materia energetica e conciliativa.

Controversie per contratti non richiesti

Un caso a parte meritano le controversie dovute a pratiche commerciali scorrette che portano all'attivazione di contratti non richiesti, oppure richiesti ma a seguito di informazioni forvianti fornite dai venditori.

E' bene sapere che a conferma dell'attivazione il fornitore invierà preliminarmente una lettera oppure una chiamata telefonica. Se ciò non avviene oppure se la fornitura è comunque attivata occorre inviare reclamo al fornitore il prima possibile secondo le modalità generali dette sopra, avente per oggetto il ripristino della fornitura originaria.

Il fornitore può accettare il reclamo e realizzare la procedura di ripristino oppure rigettarlo. In quest'ultimo caso è necessario ricorrere alla procedura di conciliazione mediante il servizio semplificato predisposto dell'autorità e di cui sopra.

E' importante notare che a seguito dell'invio del reclamo il fornitore dovrà erogare la fornitura fino alla conclusione della controversia senza che il consumatore proceda al pagamento delle fatture emesse. Al termine della procedura le fatture dovranno essere ricalcolate con le condizioni economiche della tariffa regolamentata dall'autorità.